PREMIO NATHAN: ECCO I VINCITORI DELLA PRIMA EDIZIONE

Si è svolto in Piazza Santa Chiara a Roma nella splendida cornice del Teatro Rossini, proprio di recente restituito alla fruizione pubblica da parte dell’Azienda pubblica di servizi alla persona “Asilo Savoia”, l’edizione inaugurale del “Premio Nathan”, dedicato alla memoria del Sindaco di Roma, di cui si celebra questo anno il Centenario della scomparsa e di sua madre Sarina, antesignana dell’emancipazionismo femminile, patriota e benefattrice.

All’iniziativa, promossa dall’Asilo Savoia d’intesa con la Regione Lazio, hanno preso parte l Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, l’Assessore all’Ambiente Sabrina Alfonsi in rappresentanza del Sindaco di Roma, il Capo di Gabinetto dott.ssa Maria Pia Terracciano, in rappresentanza del Prefetto di Roma, e il Presidente dell’Asilo Savoia Massimiliano Monnanni, nonché numerose altri rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali e del terzo settore, tra cui il Direttore generale dell’Agenzia dei beni sequestrati e confiscati Prefetto Bruno Corda, il Comandante della Legione Lazio  dei Carabinieri Generale Antonio De Vita e quello Provinciale di Roma, Generale Lorenzo Falferi, il Vice Questore Vicario di Roma Rossella Matarazzo,  il Presidente del Credito Sportivo Andrea Abodi, il Commissario della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, l’assessore di Roma Capitale Sabrina alle Politiche Sociali Barbara Funari, i Consiglieri regionali Chiara Colosimo, Michela Di Biase, Paolo Ciani, Eleonora Mattia, Massimiliano Maselli e i Presidenti dei Municipi IV, VII, XI e XV Massimiliano Umberti, Francesco Laddaga, Gianluca Lanzi, Daniele Torquati. Conduttrice d’eccezione la giornalista Rai Roberta Serdoz e ospite d’onore il giornalista Fabio Martini, autore del volume “Nathan e l’invenzione di Roma”.

Sette in tutto i premiati, 4 uomini e 3 donne, cui sono stati conferiti rispettivamente il Premio “Ernesto Nathan” per la cultura e le lettere, quello per lo sport e l’inclusione, e quello per il senso del dovere e il Premio “Sarina Nathan” per le pari opportunità, per il senso civico e la legalità, per la solidarietà e per l’impegno contro ogni forma di violenza.

Ideato dall’Azienda pubblica di servizi alla persona “Asilo Savoia”, quale ente deputato dalla Regione Lazio a preservare nel tempo le benemerite finalità della disciolta “Opera Pia Nathan” e la memoria dei fondatori Sarina ed Ernesto Nathan, il Premio, secondo quanto stabilito dall’apposito regolamento, intende così “additare alla pubblica estimazione l’attività di tutti coloro che, cittadini romani di nascita, residenza o adozione, o persone giuridiche, con opere concrete nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’industria, del lavoro, della scuola, dello sport, con iniziative di carattere sociale, assistenziale e filantropico, con particolare collaborazione alle attività delle pubbliche amministrazioni aventi competenza sulla Città, con atti di coraggio e di abnegazione civica, abbiano in qualsiasi modo giovato alla Città di Roma e alla sua reputazione, sviluppo o benessere, sia rendendone più alto il prestigio attraverso la loro personale virtù, sia servendone con disinteressata dedizione le singole istituzioni”. 

Il Premio consiste in una pregevole medaglia di argento, coniata appositamente su disegno originale, riportante sul recto l’emblema dell’Asilo Savoia e il motto di Giuseppe Mazzini, maestro e guida spirituale di Sarina ed Ernesto Nathan, “la vita è missione” e sul verso la dicitura “Premio Nathan per Roma Capitale” decorata da 4 piccoli nodi savoia e al centro, inscritto in un riquadro, il nome del premiato e la relativa data di conferimento del Premio.

Speciali benemerenze, accompagnati da un sostegno economico concreto, sono state poi conferite all’Istituto di Medicina Solidale, a “Nonna Roma” e alla Fondazione Antea per l’impegno profuso in favore della cittadinanza e delle comunità a livello sociale, sanitario e relazionale.

Di seguito l’elenco dei premiati con le relative motivazioni:

GABRIELLA CARNIERI MOSCATELLI (Premio “Sarina Nathan” per le Pari Opportunità)

Nata e cresciuta a Roma nel quartiere di Porta Pia, ha studiato nella sua città di origine per affermarsi professionalmente come una delle prime donne chiamate alla direzione di un ufficio bancario in tempi in cui il “gender gap” non era neppure teorizzato. Fin da studentessa delle scuole superiori si è occupata di sociale battendosi per i più deboli e per la promozione coerente delle pari opportunità. Durante la sua permanenza in banca, e grazie alla professionalità acquisita, ha scelto di occuparsi di donne e nello specifico di violenza di genere con particolare riferimento alla violenza economica.  Ha fondato nel 1988 l’Associazione Nazionale del Telefono Rosa, ad oggi tra le più storiche ed importanti del territorio nazionale. Appena ha potuto ha lasciato il proprio lavoro per dedicarsi a tempo pieno e in tutta Italia a promuovere la cultura di genere e la tutela delle donne da violenza e discriminazione, attraverso progettualità sperimentali volte alla loro autonomia lavorativa, abitativa e sociale, oggi riconosciute come un vero e proprio modello di intervento da istituzioni nazionali e locali, quello del Telefono Rosa. Divenuta Presidente dell’Associazione, ne ha promosso una profonda e progressiva crescita anche al di fuori del territorio romano e regionale, avendo sempre come unico e primario obiettivo quello di sostenere le donne e i minori vittime di violenza e discriminazione. A lei, come ideale prosecutrice dell’azione di emancipazione femminile portata avanti da Sarina Nathan, va dunque il Premio “Sarina Nathan” per le pari opportunità.

MARIO CERCIELLO REGA (Premio “Ernesto Nathan” per l’eroismo)  (in memoria)

Nato ad Ottaviano e diplomato in Ragioneria si arruola nell’Arma dei Carabinieri a 24 anni, animato dal senso del dovere e dell’impegno in favore della collettività, cui presta, anche da semplice volontario sempre con dedizione e entusiasmo la propria attività partendo dagli “ultimi” come persone senza fissa dimora nella Stazione Termini e dal trasporto dei malati nei pellegrinaggi a Lourdes. Già esempio di dedizione al prossimo, anche al di fuori degli orari di servizio, è arrivato all’estremo sacrificio della propria vita per compiere il proprio dovere nel nome dei valori che lo hanno sempre contraddistinto sia a livello individuale e personale che quale appartenente all’Arma dei Carabinieri, cadendo a Roma mentre interveniva con coraggio e sprezzo del pericolo per sventare una estorsione nel corso di un servizio esterno di pattugliamento. Per l’estremo sacrificio e l’altissimo senso del dovere, conferiamo il Premio “Ernesto Nathan” in memoria al Vice Brigadiere dell’Arma dei Carabinieri Mario Cerciello Rega nelle mani della persona che tanto ha amato e che ne porta nel cuore la memoria e i valori che ne hanno ispirato la vita, sua moglie Rosa Maria Esilio.

PAMELA FRANCONIERI (Premio “Sarina Nathan” contro ogni forma di violenza)

Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato, in servizio presso la Squadra Mobile della Questura di Roma quale Dirigente della IV Sezione specializzata nei reati connessi alla violenza di genere e sui minori, si è occupata e si occupa con successo di femminicidi, atti persecutori, maltrattamenti in famiglia, revenge porn, pedopornografia, violenza sessuali, atti sessuali e reati commessi dalle baby gang nella Capitale. Grazie alle spiccate dote manageriali che ha saputo applicare con successo alla vita quotidiana di un ufficio di polizia, ha realizzato una costante ottimizzazione delle risorse disponibili, guidando un gruppo di investigatori specializzati e coordinando numerose ed importanti indagini che hanno avuto una vasta eco anche a livello nazionale ed internazionale, consentendo così di assicurare alla giustizia i responsabili di gravissimi reati. Per l’opera svolta, unita alla consapevolezza dell’importanza a livello culturale dei percorsi di informazione, formazione e sensibilizzazione sul tema violenza e discriminazione, in ottica di prevenzione ed individuazione precoce di tali fenomeni, che promuove e pratica attivamente, alla Dott.ssa Pamela Franconieri conferiamo il Premio “Sarina Nathan” contro ogni forma di violenza.

LUCA PANCALLI (Premio “Ernesto Nathan” per lo Sport e l’Inclusione)

Nato a Roma, pratica lo sport fin da bambino, dimostrando una grande predisposizione ed approdando, dopo aver già praticato nuoto, al Pentathlon Moderno, nel quale consegue numerosi riconoscimenti nazionali, fino all’incidente, intervenuto nel corso di un meeting internazionale, che gli provoca la paralisi degli arti inferiori. Determinazione, passione e tenacia lo conducono verso gli studi che affronta brillantemente e verso la professione legale, ma senza mai lasciare lo sport, che continua a praticare imponendosi alle Paralimpiadi con ben 3 medaglie d’oro e 3 d’argento, stabilendo anche i relativi record mondiali. Si impegna anche a livello sociale e sindacale, dando inizio ad una carriera quale dirigente sportivo. Artefice della legge che costituisce il Comitato Paralimpico quale ente pubblico, ne diventa Presidente, carica che ricopre tuttora, unitamente ad altri importanti incarichi che ricopre in varie fasi nelle massime istituzioni sportive nazionali. E’ grazie all’opera culturale, sociale e organizzativa che svolge ormai da anni anche ai fini del superamento di ogni forma di discriminazione nello sport che dobbiamo i grandi successi dell’Italia nelle Paralimpiadi da poco conclusesi con il record storico di medaglie, ben 69 tra oro, argento e bronzo. Ad ennesimo e sicuramente non ultimo riconoscimento per il ruolo di protagonista e artefice dello sport paralimpico che conferiamo il Premio “Ernesto Nathan” per lo sport a Luca Pancalli.

ANDREA RICCARDI (Premio “Ernesto Nathan” per le lettere e la cultura).

Romano, inizia uno straordinario ed inedito percorso di partecipazione allorché da studente liceale insieme ad altri compagni di studi dà vita a un movimento comunitario all’insegna della solidarietà, del Vangelo, della comprensione dell’altro da se.

Il suo apporto alla città di Roma si qualifica e diversifica sotto le varie vesti e funzioni ricoperte, ma resta sempre unitario, coerente e soprattutto di una profonda capacità di comprensione prospettica dell’evoluzione dei fenomeni sociali, metropolitani, culturali che investono Roma dagli anni 60 in poi. Da storicoaccademicoattivista e politico italiano, ma soprattutto da fondatore nel 1968 della Comunità di Sant’Egidio, svolge un ruolo di eccezionale – e sempre riservato – protagonista. Il suo impegno per la pace lo ha visto mediatore nelle trattative per la risoluzione del conflitto in Mozambico ed è stato riconosciuto con onorificenze e premi internazionali e prestigiosi, tra i quali la Legione d’Onore a motivo del suo impegno “a favore degli esclusi e per la giusta causa della riconciliazione e della pace” il Premio “Carlo Magno” e il Premio Internazionale Balzan per la pace e la fratellanza dei popoli. Professore ordinario di Storia contemporanea e noto studioso della Chiesa cattolica in età moderna e contemporanea, è autore di molti studi, pubblicati in diverse lingue, che vertono sul rapporto fra mondi religiosi differenti e sul tema della coabitazione religiosa in particolare nell’area mediterranea tra il XIX e il XX secolo. Ha interpretato, come di consueto, anche l’incarico di Ministro a suo tempo ricevuto con spirito di servizio, dedizione e fedeltà assoluta agli ideali che da sempre caratterizzano il proprio impegno di cittadino, studioso, leader. In ultimo da appassionato uomo di lettere ha dedicato il proprio impegno alla promozione della lingua italiana nel mondo, conferendo attraverso la sua Presidenza dell’Istituto Dante Alighieri, rinnovata linfa e vitalità ad una istituzione fondamentale, ma sovente dimenticata del nostro Paese. A lui, personalità che ha apportato e continuerà ad apportare prestigio alla nostra Città, va il Premio “Ernesto Nathan” per le lettere e la cultura.

ROXANA ROMAN (Premio “Sarina Nathan” per il senso civico e la legalità)

Cittadina romena, è  proprietaria del Roxy Bar, nel quartiere della Romanina dove, il giorno di Pasqua 2018, due appartenenti al clan dei Casamonica hanno aggredito il marito Marian Roman e  una cliente disabile devastando il locale  con la pretesa  di essere serviti prima degli altri avventori. La cieca, gratuita, selvaggia violenza con la quale si era inteso punire chi aveva osato contraddirli, così come l’affermazione che nel quartiere comandavano loro,  indicava la chiara volontà da parte degli aggressori di affermare un  potere di predominio del territorio. Gli stessi aggressori, hanno rivolto ai tutti i presenti, che avevano assistito senza intervenire in aiuto degli aggrediti, espressioni intimidatorie per dissuaderli ad allertare le forze dell’ordine. Lei insieme a suo marito, pur consapevoli dell’appartenenza dei protagonisti del raid alla famiglia Casamonica, non hanno esitato a denunciare  la violenza subita dimostrando fiducia nello Stato. Grazie alle immagini delle telecamere a circuito chiuso, gli aggressori sono identificati e arrestati dalla Polizia di Stato. Successivamente, i Roman vengono minacciati perché ritirino le accuse  ma loro non fanno passi indietro fino alla sentenza passata in giudicato nella quale è stata riconosciuta l’aggravante del metodo mafioso. Il Presidente Sergio Mattarella ha voluto riconoscere il suo coraggio conferendole l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Da donna ha dimostrato che basta un gesto semplice, la denuncia, per contrastare il potere di intimidazione della criminalità organizzata ed essere fulgido  esempio per la collettività. Per il suo prezioso contributo nell’affermazione di una cultura della corresponsabilità a difesa della convivenza democratica conferiamo a Roxana Roman il Premio “Sarina Nathan” per il senso civico e la legalità.

PADRE VITTORIO TRANI (Premio “Sarina Nathan” per la solidarietà)

Sacerdote francescano conventuale, si dedica all’apostolato tra i detenuti fin dall’inizio degli anni ’70, prima a Rebibbia e poi, dal 1978, a Regina Coeli, nel cuore di Trastevere. Definito – con un’espressione felice che dota di speranza un concetto tradizionalmente evocativo di smarrimento e irreparabilità – l’”ergastolano di Dio”, non si limita a fornire la propria assistenza materiale e spirituale all’interno del carcere, ma attraverso un’apposita associazione di volontariato, da lui promossa oltre 40 anni or sono, realizza un centro di ascolto e aiuto per tutti i detenuti e le loro famiglie, rivolgendo la propria caritatevole attenzione ad ogni persona in condizione di fragilità e rappresentando per tutti coloro che hanno vissuto o vivono la condizione di ristretti un vero e proprio “varco morale” per uscire dalla prigione, unendo al supporto morale un’opera concreta e fattiva ai fini del loro reinserimento sociale e lavorativo, ma anche richiamando le autorità ai loro doveri sull’umanizzazione e fini rieducativi del trattamento carcerario. A riconoscimento del ruolo svolto e affinché il tema delle carceri possa essere ricondotto al centro del discorso sulle città e su Roma e la condizione di recluso non sia sinonimo di esclusione, conferiamo il Premio “Sarina Nathan” per la solidarietà a Padre Vittorio Salvatore Trani. 

“Attraverso il Premio Nathan l’Asilo Savoia – ha dichiarato il Presidente Massimiliano Monnanni – oltre a tenere fede alle disposizioni statutarie della ex Opera Pia “Sarina Nathan” circa la prosecuzione delle attività avviate fin dal 1872 in favore della Città di Roma, intende concorrere al recupero della memoria collettiva, soprattutto rispetto alle giovani generazioni, di queste due importanti e spesso trascurate personalità, quali figure esemplari in grado di unire e rendere concretamente operanti a beneficio della comunità cittadina competenze manageriali ed impegno civico, rettitudine e integrità personale, capacità di visione prospettica nella gestione della cosa pubblica, in un’ottica di  innovazione, efficienza, prossimità”.

Nel corso della cerimonia è stata infine illustrata l’attività del Centro “Ernesto e Sarina Nathan” di orientamento e formazione per donne e giovani NEET realizzato dall’Asilo Savoia in concomitanza con gli anniversari delle rispettive scomparse di Enrico e Sarina Nathan – 100^ e 140^ anno – negli stessi locali, adeguatamente recuperati dopo un ventennale abbandono, dove venne aperta nel 1872 da Sarina Nathan, madre del futuro Sindaco Ernesto, la prima scuola femminile laica e non confessionale, dedicata a Giuseppe Mazzini (scomparso nello stesso anno) di avviamento professionale.