INCONTRO CON LE SCUOLE PER LA SENSIBILIZZAZIONE CONTRO I CRIMINI DELL’ODIO
La discriminazione parte dall’idea che la disabilità vada nascosta. Oggi non è più così. Nello sport non è così! Oggi siamo tutti atleti. Il mio sogno è quello di vedere in tutte le palestre d’Italia sportivi con disabilità e senza, allenarsi insieme. Questa dovrebbe diventare la “normalità”. Per questo è nata la mia Accademia sportiva, tutti insieme a fare sport per crescere, migliorare e raggiungere i nostri obiettivi – così la campionessa paralimpica di scherma delle Fiamme Oro Bebe Vio apre la giornata contro i crimini dell’odio #CHIUDILODIOFUORI organizzata dal Dipartimento di Psicologia Sapienza Università di Roma, l’Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Intimidatori – OSCAD – del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e l’ASP Asilo Savoia in occasione di una giornata di formazione per le Scuole con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani verso qualsiasi forma di odio e discriminazione.
A Bebe Vio fa eco Elisa Di Francisca, campionessa olimpica di fioretto Fiamme Oro che ha raccontato la sua triste esperienza di violenza subita nell’ambito di una relazione tossica: Ero adolescente e pensavo di essere innamorata. Questo ragazzo mi voleva per sé tanto da costringermi a lasciare la scherma. Io ho smesso ma a lui non bastava,
lo sguardo solo per lui, non volveva che avessi amici. Così mi ritrovai sola! A quel punto capii che cosa stava accadendo e decisi di lasciarlo. Lui mi mise le mani addosso… Così decisi di fuggire da questa relazione tossica e rimettere insieme tutti i pezzi della mia vita. Riversai così nello sport il mio dolore e le mie emozioni negative e sono riuscita e trasformarlo nelle vittorie che ho ottenuto.
Del superamento delle discriminazioni razziali ha parlato, invece, Kossi Komla-Ebri, medico e autore di “Imbarazzismi”, episodi di quotidiano razzismo, spesso inconsapevole, raccontati da un cittadino italo-toghese – Con l’ironia sono riuscito a far passare i miei messaggi di inclusione e consapevolezza attraverso il sorriso di chi mi ascolta – ha sottolineato durante il suo intervento.
La giornata si è conclusa con la presentazione del manuale INVESTIGARE 5.0, Manuale di Criminalistica e Criminologia curato dal Prefetto Vittorio Rizzi, Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie e Presidente dell’OSCAD e la Professoressa Anna Maria Giannini, Direttrice del Dipartimento di Psicologia di Sapienza Università di Roma. 800 pagine, oltre 40 autori – massimi esperti delle materie che trattano – sviluppano un percorso che dai cenni storici di quello che è stata la criminologia ai suoi albori, giungono ad illustrare le moderne tecniche investigative. Ne sono un esempio la realtà immersiva, le nuove forme di sopralluoghi, i modi corretti e orientati da un punto di vista psicologico di ascoltare le vittime. E proprio alle vittime è stato dedicato il talk di questa mattina:
Non dare giustizia alle vittime è una forma di vittimizzazione secondaria che impedisce alla persona offesa dal reato di proseguire la propria vita – ha affermato il Prefetto Rizzi che ha sottolineato anche come – l’attenzione degli ultimi anni alla vittima nel suo complesso abbia migliorato anche il lavoro delle forze dell’ordine. Ha concluso poi – E’ un lavoro di squadra che stiamo portando avanti insieme per raggiungere grandi obiettivi.
Di vittimizzazione secondaria ha parlato anche la Prof.ssa Anna Maria Giannini evidenziando come – purtroppo spesso accade che le vittime arrivino a sentirsi colpevoli dell’offesa subita come se la vera causa fossero loro. E’ molto rilevante l’attenzione e la sensibilità allo stato delle vittime nel momento in cui presentano denuncia o nel momento in cui vengono assistite e supportate; il rischio che produce il trattamento insensibile nei confronti delle vittime è che queste decidano di non denunciare.
Hanno presentato l’evento Francesca Capaldo, direttrice OSCAD, Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori del Dipartimento di Pubblica Sicurezza e Marco Sabene, giornalista del Tg2. Come ha sottolineato la Vicepresidente dell’ASP Asilo Savoia, Emanuela D’Imperio in apertura dell’incontro questo evento ha rappresentato una importante occasione di confronto e sensibilizzazione affinché si diffondano sempre più comportamenti inclusivi.










